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Orzo

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Pianta cerealicola , che rappresenta ancora oggi la principale fonte
alimentare nei paesi del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale.
La pianta somiglia a quella del frumento: ha stelo erbaceo, sottile e
cilindrico, internamente cavo; le foglie lo inguainano finchè si allargano
all’infuori con una lamina lunga e stretta ; alla sommità dello stelo viene
portata la spiga , generalmente provvista di lunghe ariste ( filamenti rigidi che
formano i caratteristici ciuffi).
I frutti sono granelli , detti cariossidi, secchi a maturazione , che contengono
il seme cui sono strettamente saldati .
Le cariossidi sono relativamente simili a quelle del frumento, però più appuntite
alle estremità; inoltre , dopo la raccolta , restano rivestite da involucri cartacei
di colore giallo paglierino, che vengono asportati in lavorazioni successive.
Poi il granello può essere macinato a farina, da mescolare a quella di frumento ,
o consumato intero come ingrediente di minestre , tuttavia la trasformazione
di maggior interesse prevede la germogliazione delle cariossidi, attraverso cui
si ottiene il malto , ingrediente necessario per preparare birra e whisky.
Con il cosiddetto orzo perlato, (vedi foto) si preparano minestre, mentre
l’orzo definito”mondo”è più adatto a preparare un surrogato del caffè.
Nel passato l’orzo, assieme al frumento, è il cereale più vecchio fra i tanti conosciuti:
il ritrovamento più antico è quello di Jarno , nel Kurdistan, i cui grani si fanno risalire al 6700 a.C.
Si sono trovate anche focacce miste di frumento e orzo risalenti all’età della pietra,
ma è incerto se si tratti di grani selvatici o coltivati.
La sua resistenza al clima  ne fece, in un primo tempo, un cereale coltivato un pò ovunque,
ma la sua scarsa adattabilità alla panificazione lo identificò come cibo rozzo e poco digeribile
anche se di potere nutritivo elevato.
Così, nel I secolo d.C Plinio il Vecchio , nella sua Naturalis Historia,  poteva
raccontare che nelle città greche  i gladiatori erano nutriti d’orzo ed erano
chiamati hordearii ( hordeum era il nome latino dell’orzo); ma la stessa parola hordearius
era affibbiata nell’uso romano a un’individuo pomposo e gonfio, a un oratore indigesto.
Man mano che il mondo romano si votava al frumento, l’orzo e il pane fatto con esso
decadevano a cibo di sopravvivenza per le classi inferiori.
buono il contenuto in amido, vitamine del gruppo B , ferro e magnesio.
Nutrizionalmente può essere considerato un valido ausilio alle affezioni gastrointestinali
grazie al contenuto in mucillagini che gli conferiscono proprietà rinfrescanti ed emollienti.
E’ consigliato nell’alimentazione di tutti i giorni, nelle diete ipocaloriche, non ha
particolari controindicazioni.

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

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Fagioli

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fagioli borlotti (informazioni mediche)

Il fagiolo è una pianta orticola, appartenente alle Leguminose,
a portamento rampicante in determinate varietà e a sviluppo nano in altre.
I fiori sono riuniti in piccoli grappoli bianchi o lilla, sorretti da lunghi
peduncoli; durante l’estate danno origine a mazzetti di baccelli penduli,
a sezione circolare  più o meno schiacciata , che hanno dimensioni , forma
e colore diversi secondo le varietà.
All’interno dei baccelli si trova una serie di semi, di vario colore e per lo più
a forma di rene , che sono la parte commestibile della pianta .
I baccelli interi possono essere consumati soltanto in alcune varietà,
e limitatamente alle prime fasi di sviluppo.
La raccolta dei semi è estiva : anticipata al mese di luglio qualora sia
richiesto il prodotto fresco, oppure ritardata fino all’autunno se
interessano i fagioli secchi.
Per la conservazione dei fagioli da seccare si richiede un ambiente ben asciutto,
tale da evitare fenomeni di germinazione, sempre negativi sulla commestibilità.
Le varietà di fagiolo sono numerosissime  e molte di rilevanza solo locale,
come i toscanelli ; quelle più coltivate e commercializzate appartengono
al gruppo dei borlotti e dei cannellini.
Nel passato :il fagiolo era coltivato fin dall’antichità in molte regioni d’Italia
ed era considerato per lo più come cibo per contadini, che ne mangiavano
a scodelle con poco condimento.
E’ da identificare questa specie più antica , con i cosiddetti
fagioli dall’occhio e non va confusa con le numerose varietà di fagioli che sono
attualmente in commercio.
queste ultime sono di provenienza americana  e si può ritenere che
la loro prima semina in  Italia abbia avuto luogo nel Bellunese intorno al 1528.
ancora oggi , i fagioli sono uno dei legumi più comuni e apprezzati nella cucina italiana :
si può dire che non vi sia regione che non abbia almeno una preparazione
di fagioli nella sua tradizione .
Anche in molte altre cucina compaiono i fagioli, in quella americana, francese,
spagnola e persino in quella mediorientale.
In cucina : i fagioli si trovano in commercio sia freschi sia secchi, e anche confezionati
dall’industria.
I fagioli freschi vanno sgranati appena prima della cottura, perché così
le bucce dei grani non subiranno l’azione dell’aria , che le indurisce.
I fagioli secchi vanno messi a bagno per circa 12 ore in acqua , per
essere reidratati e per facilitare l’ammorbidimento delle bucce.
Gastronomicamente parlando , non esiste una gerarchia di valori tra
i fagioli freschi e quelli secchi : in molte preparazioni i due tipi sono intercambiabili.
Sia per i freschi sia per i secchi , i metodi di cottura  sono sostanzialmente due:
lessati e in umido con abbondanza di liquido.
Benchè i tempi di cottura siano molto variabili, si possono dare alcune indicazioni:
per i fagioli freschi, dai 40 minuti dei borlotti a 1 ora 1/2 per i fagioli di Spagna ;
per i fagioli secchi, dalle 2 ore alle 3 ore.
Valore nutritivo: i fagioli come in genere tutti i legumi, hanno un’elevato valore energetico,
un considerevole contenuto proteico e un discreto apporto di sali minerali.
I fagioli secchi contengono circa il 23% di sostanze proteiche , superiori per valore
biologico alle proteine dei cereali, ma inferiori a quelle di origine animale.
Il contenuto di glucidi si aggira attorno al 50% ed è rappresentato in prevalenza
da amido, sono anche ricchi di fibre, ferro e acido ossalico.
La quantità di lipidi è, invece , piuttosto scarsa.
I fagioli, contrariamente a quanto avviene alla maggior parte degli alimenti ,
non perdono il loro valore nutrizionale durante la cottura.
I fagioli sono consigliati in diete ipocaloriche, nell’alimentazione di tutti i giorni,
sconsigliati nelle enterocoliti e nei casi di gastrite.

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fagioli cannellini

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Cibo per l’anima….

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…Raccontami una fiaba di modo che mi addormenti;
con la melodia della tua voce e il tuo volto nei miei occhi…

by Lorenzo Staltari

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Licci (litchi)

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Il licci è il frutto di un’albero frondoso che prospera nei climi
subtropicali ed è molto diffuso in Cina (il nome latino è
Litchi chinesis).
Oggi il licci è coltivato un po’ ovunque , india, Sudafrica,
Brasile, Hawaii, Florida.
I frutti sono piccole drupe globose dalla buccia coriacea
e ricoperta di asperità che, a maturazione , possono essere
rosse o gialle.
La polpa,  che costituisce  il 70% circa del frutto, è bianca,
traslucida,non molto consistente, , succosa, dolce e profumata( sa di moscato).
Il frutto viene anche utilizzato anche conservato, disseccato ,
in scatola, surgelato.
E’ un frutto ricco di vitamina C, zinco, privo di lipidi, è consigliato
nell’infanzia e nella dieta dello sportivo, è sconsigliato nelle difficoltà digestive.

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Nell’orto

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Nell’orto, ad ogni stagione, si percepiscono profumi e colori diversi,
si nota il passare del tempo ed il cambio delle stagioni.
Dalla semina , al germoglio, dalla pianta al fiore ed in fine al frutto.
E’ meraviglioso sentire il profumo delle verdure appena raccolte,
e nello stesso tempo percepire soddisfazione per il risultato ottenuto,
con fatica , dedizione e amore.

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Genuino

 

Ancora in questi luoghi,si respira aria pulita, nella quale,
si sentono profumi e sapori genuini.
Le persone sono schiette ed autentiche…
I prodotti della nostra terra, devono donarci sapori autentici ,
unici e naturali, non contraffatti ne sofisticati.
I prodotti genuini, fanno bene al corpo ed allo spirito, quando si mangiano,
allietano il cuore, donano emozioni irripetibili.
Genuino deve essere anche il modo di cucinare, senza stravolgere e
“violentare” i prodotti utilizzati, altrimenti tutte quelle caratteristiche
cosi’ uniche e salubri andrebbero perse irrimediabilmente.

 

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