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Asparagi

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L’asparago è una pianta erbacea caratterizzata da radici rizomatose

(le cosiddette zampe), che danno origine a germogli provvisti di squame,

chiamati scientificamente turioni:questi sono la parte commestibile
dell’asparago.
I turioni, di consistenza carnosa, vengono raccolti appena spuntano dal terreno,
quando sono ancora teneri e succulenti, se si ritarda la raccolta,diventano
meno saporiti e più legnosi.
L’asparago’ molto apprezzato per il suo gusto delicato, la sua raccolta
va da Marzo a fine Giugno, gli asparagi in vendita al di fuori di questo periodo
sono di serra o di importazione.
Le  diverse varietà di asparago  si distinguono in base al colore dei turioni:
tra i bianchi,molto popolari sono il Bianco d’Olanda, il Bianco di Bassano.
Tra le varietà a turione verde,si distinguono i cosiddetti asparagi californiani,
il Mary Washington, e il Brock-Imperial 84.
Varietà che producono  turioni violetti, di sapore più rustico, sono
il Precoce Argenteuil, il tardivo Argenteuil, il Napoletano.
Tra le specie spontanee vanno ricordati l’asparago di campo, e quello di bosco.
Il primo è la stessa pianta che , quando è coltivata, produce il normale asparago.
I germogli dell’asparago di campo sono abbastanza comuni e si raccolgono in primavera.
Sono più sottili di qualunque varietà coltivata, di colore verde scuro nella parte terminale,
con punte più scure e violacee; hanno sapore analogo ma più intenso, fino
all’amarognolo. Sono eccellenti conditi con olio, limone sale e pepe.
L’asparago di bosco è una pianta della stessa famiglia dell’asparago,
che cresce spontanea nelle macchie, anche in Italia.
Se ne usano i germogli primaverili, come nel caso dell’asparago selvatico,
con il quale però non va confuso.
E’ un componete dell’insieme di germogli chiamati in Veneto “bruscandoli”.
L’asparago è originario delle regioni del Mediterraneo Orientale.
In base alla varietà dell’asparago cambia il sapore ma non le caratteristiche nutritive.
In virtù del suo delicato e gradevole sapore è ritenuto un ortaggio raffinato,
ha proprietà diuretiche,è ricco di fibre ed è consigliato
nelle diete ipocaloriche .
Sconsigliato in caso di malattie renali e calcolosi.
Contiene asparagina,una sostanza che conferisce alle urine un odore molto
particolare ed intenso.
Si mangia prevalentemente bollito o cotto al vapore.
Preparazione : appoggiare gli asparagi su di un piano di lavoro,
allineati e paralleli, tagliare l’estremità terrosa e legnosa del gambo,
dando a tutti la stessa lunghezza.
Con un pelapatate, pelare , muovendo la lama dalla punta del turione
verso la base, lavare velocemente senza lasciarli a bagno.
Per la cottura è adatta
una pentola stretta e alta,nella quale gli asparagi possono essere collocati a
punta in su ,dopo essere stati legati in un unico mazzo.Comodissime sono le pentole
col colapasta inserito,che ne facilita l’estrazione.Per la cottura a vapore, invece,
un cestello interno, appoggiato al bordo della pentola e alto quasi due terzi
della stessa,mantiene gli asparagi al di sopra dell’acqua che bolle.

 

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

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La pizza

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Pizza, è un termine proprio dell’area centro-meridionale italiana,
genericamente usato per indicare una sorta di schiacciata
o focaccia di farina di grano o di altro  cereale, salata o dolce,
di forma piatta o rilevata , di solito tondeggiante.
A datare dal XIX secolo,la forma napoletana, condita con olio e salsa di pomodoro
oppure arricchita con acciughe, mozzarella, funghi, origano, basilico,
prosciutto, rucola ecc.., è diventata la “pizza” per autonomasia,
diffusa in tutta Italia e in molti paesi stranieri, quasi sempre per iniziativa di pizzaioli napoletani.
Oltre a questa, però, esiste in Italia  un’infinito numero di altre pizze, perchè il termine è generico
e significa in generale anche focaccia,torta e simili.
Anche il nome, antichissimo, varia nella grafia e nella pronuncia
(la pinza veneta, la pitta calabrese).
La pizza è ricca di carboidrati e può essere un piatto unico.

Ringrazio: Ideal Pizza  di Biagio

 

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Pere

 

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E’ il frutto di un’albero che tra i fruttiferi puo’ vantare una delle origini
più antiche. Si pensi, infatti, non solo alla varietà del
Pirus communis o europeo(gli antichi Romani ne catalogavano
già una quarantina), ma alle numerose specie orientali e a quelle
sponanee.
Migliaia quindi  sono le varietà note, ma poche quelle coltivate;
l’Italia comunque, è il maggior produttore  del mondo.
Frutto abbastanza nutriente, perchè ricco di vitamine, zuccheri
sali minerali, la pera ha il  proprio punto debole nella difficoltà
ad essere consumata al giusto grado di maturazione: di solito
la si acquista a maturazione incompleta e va conservata a
temperatura ambiente finchè si riconosce che è giunto il momento
migliore per il consumo, saggiando il profumo e la consistenza della polpa.
Le varietà di pera si differenziano , per il periodo di maturazione,
in estate e autunno-invernali.
Le prime, tra cui vanno ricordate le varietà Coscia, Guyot, Morettini,
sono diffuse nell’Italia centro -meridionale, maturano nel mese di luglio,
sono dotate di buona dolcezza e sugosità e non sono conservabili.
Classificata come estiva per la maturazione agli inizi di agosto,
la pera Williams è varietà lider per la triplice utilizzazione:
oltre al consumo allo stato fresco, per le elevate caratteristiche
gustative e qualitative, è pressochè l’unica varietà ritenuta idonea
per la produzione industriale di pere allo sciroppo e nettari di frutta.
Parimenti apprezzata al consumo fresco  è la varietà sorella Williams
rossa.
Il gruppo autunno-invernale, a maturazione settembrina e produzione
nell’Italia del nord, annovera varietà autunnali come Abate, Conference,
Kaiser, e varietà invernali come Decana, Passacrassana, questultima,
di grossa pezzatura e forma sferica.
La pera è un frutto acidulo e zuccherino, dato la presenza di acidi organici
(malico e citrico), in quantità tale da poter caratterizzare il gusto delle diverse qualità.
Contiene un ‘alta percentuale  di fibra  , di sali minerali e di vitamine idrosolubili A e C.
Ha proprietà rinfrescanti, diuretiche, è consigliata nelle diete ipocaloriche
e nell’alimentazione di tutti i  giorni.
L’apporto calorico è piuttosto basso : appena 40 kcal ogni 100 g.

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Abate

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Williams

 

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williams rossa

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Coscia

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