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Come nasce il Silter

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Parte dal latte delle mucche…

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che viene posto in una caldaia in rame o acciaio ..
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dolcemente riscaldato..
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mescolato con cura…
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gli si aggiunge il caglio e lo si lascia riposare..

si taglia la cagliata.. prima in grandi pezzi, poi..

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sempre più piccoli…
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ancora più piccini..
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lo si riscalda nuovamente…
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e girando… girando.. i pezzettini diventano
grandi come un chicco di riso…
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lo lasciamo riposare, e nel frattempo prepariamo
la forma in cui verrà versato..

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lo pressiamo per bene e stringiamo le fasce per
far perdere il siero in eccesso…
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eccolo pronto per essere salato e messo
finalmente a riposare nel Silter…
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e dopo un lungo riposo, eccolo in piena forma
per essere  degustato…
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Ringrazio l’Azienda Agricola Petet di Esine

Al mulino

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Vinite… entriamo a scoprire come funziona…

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viene alimentato da energia pulita e rinnovabile..

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qui si fà lavoro duro ma con dolcezza…

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i chicchi di grano cadono dolcemente, e la roccia con vigore
li lavora…

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gira, gira .. e nasce la farina..

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i legnetti battono sulla rete di metallo formando
una simpatica melodia..

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dividendo la crusca dalla farina…

Non resta che preparare il paiolo con l’acqua per una buona polenta..

Ringrazio il comune di Losine (BS) 

per aver ristrutturato l’antico mulino

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HACCP

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Che cosa significa questa sigla?

Se vogliamo suscitare subito un sorriso potremmo dire
che il significato è “Hai Almeno Capito Come Pulire?”.
E in fondo un pizzico di verità questa frase la contiene,
infatti l’haccp è un sistema basato sulla prevenzione del rischio
per il consumatore finale.
Pertanto è necessario, in base alla tipologia di prodotti
alimentari manipolati (freschi, refrigerati, congelati, stabili a
temperatura ambiente, …) e al ciclo produttivo,
identificare le fasi in cui “prestare maggiore attenzione”
perché è proprio lì che l’alimento potrebbe contaminarsi e
diventare non più idoneo al consumo.
Di conseguenza se i locali in cui gli alimenti vengono manipolati/conservati
non sono puliti, il rischio di contaminazione è elevato.
Naturalmente paragonare il sistema haccp alla sanificazione
è molto riduttivo, infatti l’autocontrollo, basato sul sistema haccp,
ha innanzitutto richiesto un cambiamento di mentalità a tutti
gli operati del settore alimentare che devono dimostrare, quotidianamente,
di mettere in atto tutte le misure possibili per evitare la contaminazione
dei prodotti alimentari.
Inoltre tutta la gestione del sistema di autocontrollo
deve essere formalizzata nel documento “manuale haccp”,
che deve essere conosciuto e messo in pratica da tutto il personale
che manipola gli alimenti: ma questa è un’altra storia…
Quindi attenzione: la pulizia è necessaria, ma da sola non basta!

della Dottoressa Ivana Ragusa    che ringrazio vivamente

 

 

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