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L’ esperienze della vita

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Come in un puzzle …. nella vita , l’ esperienze ne compongono l’immagine.

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La forza della vita

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E’ quasi impensabile , che da un piccole seme…
riesca a nascere con forza dalla terra, una pianta,
forte e che produrrà dei meravigliosi frutti.
E con tanta semplicità che la natura ci insegna
La forza della vita!

 

by Lorenzo Staltari

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Il Sambuco

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E’ un’albero di piccole dimensioni, talvolta in forma di arbusto,
diffuso nei boschi, con fiori bianchi molto piccoli e di profumo delicato,
visibili sulla pianta in tarda primavera; i frutti sono piccole bacche
nero-violacee, talvolta verdastre.
I fiori si utilizzano freschi per preparare frittelle, gelatine e sciroppi.
Le bacche ben mature servono per la produzione di confetture e vini
aromatici.

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Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

Grande enciclopedia illustrata della gastronomia

 

 

 

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Sensazioni in immagini….

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Tranquillità….

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Semplicità…

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Felicità….

 

 

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Ricordi d’infanzia

 

 

Noi tutti abbiamo appetiti ancestrali.
E abbiamo rimpianti per la semplicità
dei buoni sapori un tempo goduti là
dove  un tempo furono.

Clementine Paddleford

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Zucca

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E’ una pianta erbacea originaria dall’America meridionale, coltivata per
la produzione dei frutti commestibile e ornamentali, botanicamente detti
peponidi , che sono bacche di notevoli dimensioni, dalle caratteristiche
assai diverse secondo le specie.
La Cucurbita maxima, o zucca comune , forma peponidi molto grossi.
globosi, piu’ o meno schiacciati oppure allungati , a superficie
liscia, costoluta o anche bitorzoluta ; la buccia é di colore verde
scuro, giallo o arancione ; la polpa è sempre più o meno
intensamente gialla e ha consistenza soda, farinosa, poco fibrosa.
I frutti si raccolgono quando sono completamente maturi e
risultano di facile conservazione durante l’inverno.
Le varietà più comuni sono la “Marina di Chioggia”, a frutto verde
globoso schiacciato ai poli, costoluto e verrucoso;
la Mammouth a frutto tondeggiante, colossale, la Hubbard,
di forma allungata ; la Butternut, piriforme; la Quintale
e la Melone Gigante , entrambe a peponide di notevoli dimensioni.
Altre varietà molto diffuse sono : La Piena di Napoli, a frutto
clavato lungo fino a un metro; la Lunga invernale di Napoli,
la Piena di Chioggia, e la Tromboncino o d’Albenga , normalmente
coltivata a pergolato, di cui si raccolgono in estate i frutti penduli
immaturi, teneri e gustosi, somiglianti a zucchine.
La zucca era un’ortaggio molto usato un tempo , oggi relativamente
meno : solo in alcune regioni , per esempio Lombardia, Veneto e Sicilia,
si mantiene una certa tradizione dell’uso della zucca.
La zucca è ricca di vitamina A , potassio, carotenoidi.
La zucca intera si conserva per settimane; una volta tagliata
bisogna consumarla nel giro di pochi giorni, perchè avvizzisce
in breve tempo.

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

Grande enciclopedia illustrata della gastronomia

 

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A gran voce …

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Io mi amo! Mangio sano !!

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Come nasce il Silter

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Parte dal latte delle mucche…

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che viene posto in una caldaia in rame o acciaio ..
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dolcemente riscaldato..
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mescolato con cura…
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gli si aggiunge il caglio e lo si lascia riposare..

si taglia la cagliata.. prima in grandi pezzi, poi..

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sempre più piccoli…
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ancora più piccini..
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lo si riscalda nuovamente…
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e girando… girando.. i pezzettini diventano
grandi come un chicco di riso…
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lo lasciamo riposare, e nel frattempo prepariamo
la forma in cui verrà versato..

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lo pressiamo per bene e stringiamo le fasce per
far perdere il siero in eccesso…
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eccolo pronto per essere salato e messo
finalmente a riposare nel Silter…
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e dopo un lungo riposo, eccolo in piena forma
per essere  degustato…
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Ringrazio l’Azienda Agricola Petet di Esine

Al mulino

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Vinite… entriamo a scoprire come funziona…

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viene alimentato da energia pulita e rinnovabile..

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qui si fà lavoro duro ma con dolcezza…

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i chicchi di grano cadono dolcemente, e la roccia con vigore
li lavora…

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gira, gira .. e nasce la farina..

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i legnetti battono sulla rete di metallo formando
una simpatica melodia..

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dividendo la crusca dalla farina…

Non resta che preparare il paiolo con l’acqua per una buona polenta..

Ringrazio il comune di Losine (BS) 

per aver ristrutturato l’antico mulino

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HACCP

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Che cosa significa questa sigla?

Se vogliamo suscitare subito un sorriso potremmo dire
che il significato è “Hai Almeno Capito Come Pulire?”.
E in fondo un pizzico di verità questa frase la contiene,
infatti l’haccp è un sistema basato sulla prevenzione del rischio
per il consumatore finale.
Pertanto è necessario, in base alla tipologia di prodotti
alimentari manipolati (freschi, refrigerati, congelati, stabili a
temperatura ambiente, …) e al ciclo produttivo,
identificare le fasi in cui “prestare maggiore attenzione”
perché è proprio lì che l’alimento potrebbe contaminarsi e
diventare non più idoneo al consumo.
Di conseguenza se i locali in cui gli alimenti vengono manipolati/conservati
non sono puliti, il rischio di contaminazione è elevato.
Naturalmente paragonare il sistema haccp alla sanificazione
è molto riduttivo, infatti l’autocontrollo, basato sul sistema haccp,
ha innanzitutto richiesto un cambiamento di mentalità a tutti
gli operati del settore alimentare che devono dimostrare, quotidianamente,
di mettere in atto tutte le misure possibili per evitare la contaminazione
dei prodotti alimentari.
Inoltre tutta la gestione del sistema di autocontrollo
deve essere formalizzata nel documento “manuale haccp”,
che deve essere conosciuto e messo in pratica da tutto il personale
che manipola gli alimenti: ma questa è un’altra storia…
Quindi attenzione: la pulizia è necessaria, ma da sola non basta!

della Dottoressa Ivana Ragusa    che ringrazio vivamente

 

 

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