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Indicazioni bionutrizionali nelle gastralgie

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Una cara amica, mi ha richiesto alcune ricette , per
poter mangiare, non solo in bianco, ma allo stesso tempo alleviare
i fastidiosi disturbi gastrici, dovuti alla gastrite.
Ho fatto una piccola ricerca, che vi illustro qui di seguito:

Glucidi /zuccheri

Fra tutti gli alimenti, quelli zuccherini sono certamente  i
peggiori per la gastrite.
In fase acuta devono essere accuratamente e totalmente
evitati, in quanto in ambiente acido provocano immediata
fermentazione, distensione del lume e aumento dell’intensità
del dolore.
Questo meccanismo negativo viene potenziato dall’assunzione
di alimenti molto ricchi in zuccheri semplici e contemporaneamente acidi,
come la frutta cruda.
appena le migliorate condizioni del paziente permetteranno
l’impiego di alimenti a elevato contenuto glucidico,
si proporrà la frutta cruda più acida e meno ricca di fruttosio
come il pompelmo, le fragole, il kiwi, oppure la frutta più
zuccherina , ma privata dalla acidità , attraverso la cottura.
Quindi mela cotta, pesca cotta, ciliege o pere cotte.
L’amido del riso o della patata è già uno zucchero più complesso,
che può essere proposto ad un gastropatico, a condizione di
non eccedere nelle quantità e di non impiegarlo bollito o sotto
forma di minestrine.
Una regola generale, valida in questo caso per tutti gli alimenti,
è di farli usare in condizione di massima disidratazione.
L’eccesso di liquidi, per uno stomaco iperacido, costituisce una
controindicazione assoluta.
I cibi dovranno essere asciutti, in modo da assorbire la maggior
quantità possibile di acido e , quindi, essere degradati e digeriti
nel più breve tempo possibile.Sarà perciò proposto il risotto,
oppure un’associazione compatibile con le verdure, che vedremo di seguito.
In fase acuta è preferibile, comunque escludere frutta e patate,
utilizzando solo i carboidrati del pane e della pasta.
Quest’ultima, nella quantità di 60 g circa nelle donne e di 80 g
nell’uomo, dovrà essere al dente e senza pomodoro crudo.
Si userà condita con aglio , olio e peperoncino, oppure al pomodoro,
scegliendo quella più digeribile, come le tagliatelle o quella
di grosso di grosso taglio , che obbliga il paziente alla masticazione ,
come i rigatoni, le penne, i fusilli.
Per quanto riguarda il pane , si proporrà preferibilmente
la crosta, cioè la parte più esterna , che è più cotta e disidratata,
oppure si procederà alla tostatura dello stesso, in modo da eliminare
sia la quota di acqua contenuta nella mollica, che l’eccesso di lievito,
distrutto dal calore.

Protidi/proteine

Si conosce la forte azione di stimolo alla secrezione di acido cloridrico
da parte della carne rossa, che sarà accuratamente evitata, anche per
il suo contenuto in  ferro .
Nella gastrite bisognerà utilizzare le proteine più digeribili e meno irritanti.
Una possibilità da adottare è quella di farle predigerire dal succo di limone,
dal latte  o dall ‘uovo.Perciò , si farà marinare per qualche ora della carne bianca,
(tacchino, pollo, coniglio) facendola poi cuocere velocemente
(alla griglia, in padella)con pochissimi grassi.
In questo modo le proteine saranno denaturate il meno possibile e,
quindi, non avranno una grossa azione irritativa per la parete gastrica.
Altra possibilità è quella di usare carne cruda essiccata come il prosciutto,
magari nella modalità di toast , in modo d’avere la massima azione assorbente.
Non utilizzabile è il formaggio e tutti i latticini; alimenti, questi, complessi,
di difficile digestione e con una quota in grassi e sali minerali che peggiorano
la già compromessa funzionalità gastrica.
Sconsigliabile è il pesce , sia per un’azione irritante  locale, sia per il suo
contenuto in iodio, che aumenterebbe la reattività generale in un paziente
già provato dal dolore gastrico .All’interno di questa categoria alimentare,
controindicazioni assoluta hanno le vongole e i frutti di mare in genere.
proponibili sono invece la sogliola, il merluzzo e altri pesci bianchi,
magari fatti macerare nel limone.
L’uovo, per le sue proteine indifferenziate, è invece accettato dallo stomaco,
a condizione di non essere proposto fritto o sodo, ma alla coque o affogate.

Il latte

Mentre i formaggi e i latticini sono alimenti proibiti nelle gastriti iperacide, il latte
spesso è ben supportato, a condizione che sia freddo.
Il latte, infatti, soprattutto se caldo, nell’ambiente acido dello stomaco tende a cagliare,
formando un grosso coagulo che rischia di aumentare l’acidità e di bloccare la progressione
verso il duodeno. Un modo gradevole di predigerire questo prezioso alimento
è quello di farlo assumere aggiungendo qualche goccia di limone oppure una modica
quantità di succo di pompelmo o arancia.

Lipidi/grassi
La loro complessità  strutturale provoca una lentezza digestiva che non è certo utile
nelle patologie gastriche. Devono, perciò, essere evitati o ridotti al minimo i grassi
animali, limitandosi al solo olio extravergine d’oliva.Quest’ultimo sarà usato crudo
e mai fritto , altrimenti avrebbe un’azione di stimolo sul fegato , non richiesta in
questa situazione.

Verdure

In quantità variabile tutte le verdure  contengono cellulosa.
Questa è una struttura glicidica complessa che svolge un’azione irritativa
a carico delle mucose del tratto digerente , tanto da essere sfruttata
efficacemente in caso di stitichezza. Essendo la cellulosa composta di zuccheri,
la sua destrutturazione è laboriosa, quindi aggrava il paziente gastropatico.
Per queste ragioni, le verdure utilizzabili dovranno essere sempre povere in
cellulosa e rigorosamente cotte. (evitare le insalate crude)
In questo modo una quota significativa di cellulosa viene trasformata
in zuccheri semplici più assimilabili.
sconsigliabili sono le crucifere come cavolfiore, broccoli, broccoletti,
per il loro contenuto in iodio, zinco, rame e per il loro stroma compatto;
utile, invece , il cavolo cappuccio, sia verde che rosso, per il gefarnese di
cui è ricco ; di un centrifugato di quest’ultimo si possono giovare non solo
i gastralgici ma anche gli ulcerosi.
Da evitare anche le verdure molto ricche in ferro, che risulta gastrolesivo,
come il radicchio, la rucola, gli spinaci. F eccezione l’ortica , la quale,
pur essendo ricchissima di ferro, ha un’azione cicatrizzante e lenitiva
tanto potente da essere considerata quasi un farmaco nelle gastriti e nelle
ulcere.Sarà proposta bollita insieme con il riso o utilizzata per la pasta
fatta in casa , anche sotto forma di ravioli.
Riassumendo, le verdure proponibili dovranno essere cotte e povere di
ferro e cellulosa.
Lenitive sono la lattuga , l’indivia, il finocchio ( che riduce anche il
meteorismo , presente spesso nei soggetti con iperacidità).
Si potranno associare , perciò, riso e lattuga, riso e sparagi,
riso e carciofi, riso e indivia belga, riso e zucchine.
Anche i legumi sono di difficile digestione nelle patologie gastriche,
in quanto molti sono ricchi in ferro e tutti contengono proteine
vegetali e tanta cellulosa; per di più, provocano meteorismo.

Il peperoncino

A prima vista , l’impiego del peperoncino nelle gastarlgie  e nelle ulcere
sembrerebbe sconsigliabile, dato il bruciore che provoca a carico
delle mucose.In realtà, nel paziente che non è abituato al suo utilizzo,
il bruciore si limita di solito alle mucose della bocca.

Nella nostra esperienza lo utilizziamo abbondantemente anche in
queste patologie per una serie di valide ragioni. Intanto,  ha
un’azione eupeptica, nel senso che facilita tutti i processi digestivi ;
è un cicatrizzante molto efficace, poiché provoca una vasodilatazione
locale, con arrivo di una maggior quantità di sangue (che ha un pH alcalino),
e quindi di tutti i fattori di difesa e di riparazione tessutale; infine, la capsaicina
che contiene ha un’azione antibatterica  documentata, utile per
impedire la proliferazione  dell’Helicobacter Pylori in tutte le forme ulcerose.
Sarà usato in tutte le forme possibili : sulla pasta, sulle verdure,
o semplicemente su una fetta di pane tostato assieme a dell’olio crudo.
Uniche controindicazioni all’impiego intensivo del  peperoncino
sono le insufficienze renali con iperazotemia e creatininemia
ai limiti alti della norma ; infatti, questa spezia  è troppo ricca
in sostanze azotate.
Probabilmente, per la stessa ragione il peperoncino aggrava alcune
forme di ipertensione sine materia , senza segni cardiaci , nè
alterazioni ematologiche ;  esse si manifestano nei soggetti  che
abusano di questa spezia e scompaiono alla semplice sospensione
del peperoncino.Sono quelle forme ipertensive  che talvolta
fanno impazzire il medico curante, il quale si ostinerà a prescrivere
farmaci a cui il paziente non risponderà mai.

Alimenti proibiti

Mi sembra utile , giunti a questo punto, riassumere
gli errori da non commettere nella gestione di un gastropatico,
segnalando quelli alimenti che peggiorano  il quadro clinico.
A parte i funghi, le vongole e l’ananas, menta  e  cioccolato,
che devono essere rigorosamente banditi dalla tavola
di un malato di stomaco, è preferibile non utilizzare caffè ,
particolarmente nella fase acuta.
Stesso discorso vale per le bevande gassate e molto zuccherine,
riducendo contemporaneamente il consumo di sigarette nei soggetti
fumatori , per l’azione tossica ed eccitante del catrame e della nicotina.

In sintesi :

-pochi zuccheri semplici e modiche quantità carboidrati;
-niente minestre e altri alimenti imbimbiti di acqua ;
-proteine ridotte predigerite o crude ;
-niente legumi
-verdure povere di cellulosa , ferro e iodio;
-frutta cotta o cruda , ma non molto acida , e poco zuccherina;
-niente formaggi e latticini.

Eccovi alcuni abbinamenti per non  dover rinunciare
ai sapori , e  alla buona cucina, ricordandovi di
tenere sempre  presente una buona masticazione,
i quantitativi consigliati senza eccedere.

-Prosciutto di Parma con asparagi scottati e pane carasau
-prosciutto di Parma con kiwi
-Culatello di Zibello con insalatina di cavolo cappuccio rosso all’infusione di cumino
-Insalatina di finocchi scottati conpompelmo e  filetti di sogliola al vapore un filo d’olio extravergine d’oliva
-Carpaccio di branzino marinato al limone al profumo di erba cipollina
-Cuori di lattuga con uovo affogato e crostini di pane croccanti
-Bresaola della Valtellina con carciofi scottati e perle di pera rosolate

-Risotto alle ortiche mantecato all’olio d’oliva
-risotto con zucchine in fiore all’olio d’oliva e filetti di sogliola
-Risotto primavera
-mezze maniche al pomodoro  (senza burro ne formaggio)
-fusilli con asparagi e bocconcini di branzino e un pizzico di peperoncino
-tagliatelle ai carciofi
-Tagliolini con filetti di pollo e zucchine
-spaghetti aglio olio e peperoncino

-filetto di nasello rosolato con asparagi
-filetto di branzino e indivia alla griglia
-filetti di sogliola al forno, con carciofi trifolati
-tagliata di petto di pollo marinato al limone con asparagi
-paillarde di tacchino e zucchine alla griglia
-bocconcini di coniglio con carciofi ed indivia rosolata
-insalata di lattuga e asparagi scottati con petto di pollo marinato al peperoncino
-veli di merluzzo al vapore con asparagi

-coppa di fragole e kiwi al succo di pompelmo
-mele cotte al rosmarino
-pesche cotte alla lavanda
-composizione di frutta cotta
-coppa di fragole al profumo di lime
-carpaccio di kiwi e pompelmo rosa

 

Ringrazio: edizioni Red

 Bioterapia Nutrizionale

e il Dott.Letizia

 

 

 

 

 

Cibo per l’anima….

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…Raccontami una fiaba di modo che mi addormenti;
con la melodia della tua voce e il tuo volto nei miei occhi…

by Lorenzo Staltari

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L’anima del vino

 

Nella bottiglia l’anima del vino-era di sera-
cantava:Caro povero uomo, dalla prigione
del vetro e sotto questa rossa laccata cera,
ti giunga luminosa, fraterna, una canzone.

so bene quanta pena, quanto sudore occorra
sulla collina in fiamme, sotto il sole cocente,
perché io abbia un’anima, e la vita in me scorra.
Ma non sarò ingrato , non sarò impudente.

Provo una grande gioia quando soave piombo
nella gola di un’uomo sfibrato dal lavoro:
perché il suo caldo petto è per me dolce tomba,
meglio che in una fredda cantina là dimoro.

Non senti le domeniche punte da stornellate,
la speranza che mi alita nel seno palpitante?
I gomiti sul tavolo, maniche rimboccate,
tesserai le mie lodi , con il cuore contento.

Lo sguardo alla tua donna, nell’amore rapita,
accenderò, a tuo figlio darò forza e colori,
e sarò per quel fragile atleta della vita
l’olio che ben rassoda le membra al lottatore.

In te farò cadere la vegetale mia
ambrosia, raro seme che il gran Seminatore
sparge perché dal nostro amore poesia
nasca e verso Dio salga  come un prezioso fiore.

Il perchè di questo blog

Questo blog nasce dall’idea suggeritami da un grande professionista.
Non a caso nel nome del blog,  esiste la parola salute.
Ho imparato in prima persona, che alle volte non curano solo le medicine, ma anche le parole, gli impegni, le distrazioni, che si vanno a creare con un nuovo progetto.
Nasce dall’amore esagerato che ho verso mia moglie e verso il mio lavoro, che trova una fusione nel sviluppare questo progetto.
Fare la cosa che piu’ ti piace, con la persona che ami di piu’ al mondo, sembra quasi impossibile, eppure si riesce a combinare le due cose.
Oltrettutto questa fervida alchimia, alimenta continuamente nuove idee, che non è sufficente  il tempo per poterle sviluppare tutte.
Condividere o costruire un progetto, con una persona che ti vuole bene,  è un’esperienza gratificante, e salutare.

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