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Come nasce il Silter

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Parte dal latte delle mucche…

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che viene posto in una caldaia in rame o acciaio ..
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dolcemente riscaldato..
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mescolato con cura…
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gli si aggiunge il caglio e lo si lascia riposare..

si taglia la cagliata.. prima in grandi pezzi, poi..

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sempre più piccoli…
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ancora più piccini..
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lo si riscalda nuovamente…
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e girando… girando.. i pezzettini diventano
grandi come un chicco di riso…
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lo lasciamo riposare, e nel frattempo prepariamo
la forma in cui verrà versato..

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lo pressiamo per bene e stringiamo le fasce per
far perdere il siero in eccesso…
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eccolo pronto per essere salato e messo
finalmente a riposare nel Silter…
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e dopo un lungo riposo, eccolo in piena forma
per essere  degustato…
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Ringrazio l’Azienda Agricola Petet di Esine

Asparagi

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L’asparago è una pianta erbacea caratterizzata da radici rizomatose

(le cosiddette zampe), che danno origine a germogli provvisti di squame,

chiamati scientificamente turioni:questi sono la parte commestibile
dell’asparago.
I turioni, di consistenza carnosa, vengono raccolti appena spuntano dal terreno,
quando sono ancora teneri e succulenti, se si ritarda la raccolta,diventano
meno saporiti e più legnosi.
L’asparago’ molto apprezzato per il suo gusto delicato, la sua raccolta
va da Marzo a fine Giugno, gli asparagi in vendita al di fuori di questo periodo
sono di serra o di importazione.
Le  diverse varietà di asparago  si distinguono in base al colore dei turioni:
tra i bianchi,molto popolari sono il Bianco d’Olanda, il Bianco di Bassano.
Tra le varietà a turione verde,si distinguono i cosiddetti asparagi californiani,
il Mary Washington, e il Brock-Imperial 84.
Varietà che producono  turioni violetti, di sapore più rustico, sono
il Precoce Argenteuil, il tardivo Argenteuil, il Napoletano.
Tra le specie spontanee vanno ricordati l’asparago di campo, e quello di bosco.
Il primo è la stessa pianta che , quando è coltivata, produce il normale asparago.
I germogli dell’asparago di campo sono abbastanza comuni e si raccolgono in primavera.
Sono più sottili di qualunque varietà coltivata, di colore verde scuro nella parte terminale,
con punte più scure e violacee; hanno sapore analogo ma più intenso, fino
all’amarognolo. Sono eccellenti conditi con olio, limone sale e pepe.
L’asparago di bosco è una pianta della stessa famiglia dell’asparago,
che cresce spontanea nelle macchie, anche in Italia.
Se ne usano i germogli primaverili, come nel caso dell’asparago selvatico,
con il quale però non va confuso.
E’ un componete dell’insieme di germogli chiamati in Veneto “bruscandoli”.
L’asparago è originario delle regioni del Mediterraneo Orientale.
In base alla varietà dell’asparago cambia il sapore ma non le caratteristiche nutritive.
In virtù del suo delicato e gradevole sapore è ritenuto un ortaggio raffinato,
ha proprietà diuretiche,è ricco di fibre ed è consigliato
nelle diete ipocaloriche .
Sconsigliato in caso di malattie renali e calcolosi.
Contiene asparagina,una sostanza che conferisce alle urine un odore molto
particolare ed intenso.
Si mangia prevalentemente bollito o cotto al vapore.
Preparazione : appoggiare gli asparagi su di un piano di lavoro,
allineati e paralleli, tagliare l’estremità terrosa e legnosa del gambo,
dando a tutti la stessa lunghezza.
Con un pelapatate, pelare , muovendo la lama dalla punta del turione
verso la base, lavare velocemente senza lasciarli a bagno.
Per la cottura è adatta
una pentola stretta e alta,nella quale gli asparagi possono essere collocati a
punta in su ,dopo essere stati legati in un unico mazzo.Comodissime sono le pentole
col colapasta inserito,che ne facilita l’estrazione.Per la cottura a vapore, invece,
un cestello interno, appoggiato al bordo della pentola e alto quasi due terzi
della stessa,mantiene gli asparagi al di sopra dell’acqua che bolle.

 

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Sedano

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Il sedano è una pianta erbacea della famiglia delle Ombrellifere, di forte
sapore aromatico.
Le forme coltivate si differenziano secondo il prodotto fornito: le coste,
la radice, le foglie.
Sedano da coste: la pianta ha una radice fusiforme e ramificata , che
sostiene uno stelo breve e robusto e un cespo di foglie di colore verde cupo.
Queste sono portate da robusti piccioli carnosi ( le coste), eretti, verdi
o biancastri, solcati longitudinalmente , sovrapposti uno all’altro nella porzione basale ;
tale porzione è più schiacciata e risulta tenera e saporita.
Le coste si definiscono  a canna piena o vuota secondo il loro spessore interno
e quindi la sostanza contenuta. Generalmente vengono sottoposte in campo
alla pratica dell’imbianchimento per essere proposte sul mercato più chiare ,
dolci, tenere e croccanti.
La raccolta è estiva e autunnale.
I piccioli migliori sono quelli ben serrati, a canna piena , a ridotta presenza
di fibre e filamenti.
Sedano rapa : chiamato anche sedano di Verona, è una varietà botanica
particolare  capace di sviluppare la radice; questa si presenta molto ingrossata
e arrotondata, pesante circa 1 kg, con buccia grinzosa e polpa biancastra ,
tenera e aromatica , di sapore molto simile a quella del sedano da coste.
Viene raccolto in autunno.
Sedano da foglie:è anche detto sedanina, è a raccolta estiva e si avvicina molto alle
caratteristiche del sedano selvatico, manifestando un sapore forte e leggermente aspro.
Le foglie, unitamente a brevi piccioli, sono usate di solito cotte per aromatizzare
diverse minestre.
In cucina : Negli impieghi gastronomici, bisogna distinguere
il sedano bianco e quello verde dal sedano rapa.
Quello bianco si consuma di solito crudo, in pinzimonio, o insalate miste
come snack negli aperitivi, quello verde è il più usato come verdura aromatica cotta .
Il sedano rapa è spesso usato da solo crudo ma anche  cotto.
Per quanto riguarda il sedano a coste, bisogna normalmente eliminare
la parte delle foglie, con i suoi rametti, eliminare pure le coste esterne
dure, tagliare la parte esterna del piede, si staccano le coste, e si tagliano
a circa 20 cm  di lunghezza, si slabbrano con un coltellino nel punto del taglio
e, tirando verso il basso , si sfilano tutt’intorno i filamenti legnosi.
Lavare accuratamente le coste ed il sedano è pronto per essere utilizzato.
Il sedano è ricco di vitamina A, E, potassio, calcio, fosforo, zinco e magnesio.
E’ consigliato nelle anemie, nella senescenza, nella osteoporosi, nelle diete ipocaloriche.

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Uova

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Alimento proteico per eccellenza, la cui ricchezza nutrizionale,
giustificata dal fatto che costituisce una delle più grandi cellule
embrionali commestibili, viene presa di riferimento per la valutazione
qualitativa di tutti gli altri alimenti.
E’ costituito da tre strutture : il guscio , o strato esterno di natura porosa,
rivestito esternamente da una pellicola invisibile e internamente da una membrana
a doppio foglietto che origina la camera d’aria ; l’albume, o parte centrale, che
rappresenta il 60% del peso totale, contiene soprattutto ovoalbumine,
ovomucoide, avidina mentre quasi del tutto assenti risultano essere i lipidi
e gli zuccheri; il tuorlo, che contiene proteine fosforilate, lipoproteine,
lecitina, vitamina A, B1, B2, niacina, ferro, zolfo, potassio, magnesio.
E’ nota la ricchezza di colesterolo.
In cucina il termine “uovo”, senza altre specificazioni, indica quello di gallina .
La digeribilità delle uova è strettamente  correlata al tempo e alle modalità di cottura:
i tempi medi di digestione risultano minori per le uova alla coque
e molto prolungati per le uova fritte o le frittate in genere.
Le uova destinate alla vendita per consumo diretto sono solo quelle dette
di categoria A, sul cui contenitore deve comparire la data di confezionamento,
espressa con giorni, mese e anno, oppure il numero d’ordine della settimana
a partire dall’inizio dell’anno.
Le uova di categoria B e C  sono destinate, invece, alla lavorazione industriale.
Uno dei pregiudizi più diffusi  sulla qualità delle uova riguarda il colore del tuorlo
che, nell’uovo fresco, dovrebbe essere rosso vivo.
In realtà il colore del tuorlo dipende solo dalla presenza più o meno cospicua
di pigmenti carotenoidi nella dieta della gallina e non ha alcuna relazione
con la qualità del prodotto.
La freschezza dell’uovo è importante non solo per le sue qualità gastronomiche,
ma sopratutto per quelle nutrizionali.
Le uova vanno conservate in frigorifero.
Freschezza: il guscio dell’uovo non è impermeabile ma poroso, e dunque vi è
un continuo scambio con l’esterno, di liquido che man mano evapora e di
aria che man mano entra, aumentando cosi il volume della camera d’aria .
A questa , perciò, si riferiscono tutti i segnali esterni della freschezza dell’uovo.
Se lo si guarda in trasparenza contro una luce , se ne può vedere
la parte densa e quella più chiara della camera d’aria : nell’uovo considerato fresco
l’altezza di questo spazio vuoto non supera i 6 mm .
Se la camera d’aria si allarga molto al di là di questo valore, scuotendo l’uovo
si sente un leggero “sbattere”: segnale certo di non freschezza.
La prova più precisa , comunque , è basata sul fatto che più la camera
d’aria è ampia , più tende a far galleggiare l’uovo.
Questa prova va fatta in una ciotola con una soluzione di sale e acqua, se
l’uovo va a fondo, è freschissimo, (meno di tre giorni) se rimane a mezz’acqua,
senza muoversi da dove lo si mette , ha fino a sei giorni; se si rigira in verticale ,
con l’estremità larga verso l’alto, e affiora appena, ne ha fino a undici; se galleggia
decisamente è da scartare.
E’ un alimento consigliato nella alimentazione di tutti, ma attenzione!
essendo un’alimento altamente energetico, è necessario introdurlo non prima
del 9° mese (un cucchiaino di tuorlo cotto) per arrivare gradatamente ad
un uovo intero entro il primo anno di vita.
Nei casi accertati di allergia alle proteine dell’uovo è necessario escluderne dalla dieta
ogni possibile fonte.
 

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Cren

Il cren è la radice di una pianta (Armoracia Rusticana) per alcuni suoi nomi
secondari (rafano di Spagna, rafano orientale) è spesso confusa col
rafano  (rarphanus raphanistrum) e con le sue varietà.
E’ anche detto Barbaforte.
La pianta è diffusa sia allo stato selvatico sia coltivata negli orti.
La parte commestibile è rappresentata dalla radice, che si presenta
cilindrica, vigorosa, lunga fino a 30 centimetri, ha polpa
consistente, di colore giallastro caratterizzata da un sapore
decisamente piccante.
La radice si estrae dal terreno in autunno avanzato se la si vuole
conservare per l’inverno , mentre nel caso di consumo immediato
può essere raccolta anche prima.
Quando viene grattugiata, sviluppa dei principi essenziali ,
molto acri e piccanti, irritanti a livello oculare, è anche ricca di
vitamina C, potassio, da cui deriva il suo antico nome
di ”  erba da scorbuto”.
Nel’ Europa centrale e settentrionale si usa spesso grattugiarla
direttamente sulla carne o su certe insalate.
La più classica preparazione a base di cren  è la salsa inglese
“horsradish sauce”, oggi molto diffusa anche al di fuori della Gran bretagna,
ed è usata per accompagnare carni bollite o salumi affumicati.
E’ consigliata nelle diete ipocaloriche, nell’alimentazione di tutti i giorni,
in gravidanza, nelle cure disintossicanti, nel diabete, nei casi di
osteoporosi.
E’ sconsigliato nelle infiammazioni generalizzate, dell’apparato genitale,
renale e digerente.

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Aglio

Pianta erbacea della famiglia delle Gigliacee, ha foglie lunghe
e strette, somiglianti a quelle della cipolla, di cui si consuma
il bulbo , o testa.
Questo è composto da 6-14 bulbilli(chiamati volgarmente spicchi)
racchiusi da una serie di tuniche secche, che sono in realtà foglie
trasformate con funzione protettiva.
Le teste hanno sapore acre e piccante.
L’aglio lo si può trovare fresco in tarda primavera e in estate,
oppure secco nella forma di caratteristiche trecce, negli altri mesi dell’anno;
se tenuto in ambienti freschi e areati , purché asciutti si conserva a lungo.
E’ sconsigliabile usare gli spicchi molli o macchiati.
Esistono oggi solamente due grandi gruppi coltivati:
l’aglio bianco o comune, a tuniche bianche, e l’aglio rosa, a tuniche rossastre.

In cucina, l’aglio si consuma raramente come componente base
di una preparazione,  con l’eccezione di alcune zuppe e alcune salse.
E’ invece utilizzato come aroma, sia associato ad altri, nei fondi e nei
vari battuti, per steccare o lardellare carni  da lessare , oppure da cuocere
in stufato o in stracotto, o anche da arrostire.
Normalmente per usarlo in cucina, lo spicchio viene sbucciato:
è un’operazione semplice che si compie con un coltellino;
se si desidera  una sfumatura di gusto più delicata si può mettere nella preparazione
lo spicchio con la buccia, un risultato intermedio, gusto più agliato ma non
pienamente forte, si otterrà mettendo gli spicchi con la buccia , ma leggermente schiacciati.

Salute e proprietà:
L’aglio è senza dubbio la pianta più nota che racchiude in sè virtù al tempo stesso
gastronomiche e curative.
L’odore caratteristico è dovuto ad una sostanza , l’allicina, che è anche responsabile
degli effetti terapeutici .
Questa sostanza è, infatti, un potente antisettico, capace di inibire l’azione dei batteri.
Oltre all’Allicina, il succo del bulbo contiene enzimi, sostanze ormonosimili,
vitamine, A,B1, B2, C, PP, sali minerali.
E’ sconsigliato per chi ha problemi di digestione.

 

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

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