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Licci (litchi)

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Il licci è il frutto di un’albero frondoso che prospera nei climi
subtropicali ed è molto diffuso in Cina (il nome latino è
Litchi chinesis).
Oggi il licci è coltivato un po’ ovunque , india, Sudafrica,
Brasile, Hawaii, Florida.
I frutti sono piccole drupe globose dalla buccia coriacea
e ricoperta di asperità che, a maturazione , possono essere
rosse o gialle.
La polpa,  che costituisce  il 70% circa del frutto, è bianca,
traslucida,non molto consistente, , succosa, dolce e profumata( sa di moscato).
Il frutto viene anche utilizzato anche conservato, disseccato ,
in scatola, surgelato.
E’ un frutto ricco di vitamina C, zinco, privo di lipidi, è consigliato
nell’infanzia e nella dieta dello sportivo, è sconsigliato nelle difficoltà digestive.

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Cetriolo

Il cetriolo è il frutto di una pianta a fusto erbaceo, che ha foglie palmate,
pelose, di colore verde intenso sulla faccia superiore e molto più chiare
su quella inferiore.
Nel fusto si inseriscono numerosi cirri, cioè foglie a sviluppo filiforme,
che si arricciano agganciandosi agli appositi sostegni; i fiori,
sempre gialli , hanno gli organi di riproduzione quasi sempre
separati: esistono quindi fiori maschili, impollinatori, e fiori
femminili che danno i frutti.
Questi sono delle bacche , dette scientificamente peponidi,
di colore verde intenso o bianco, oblunghe, di dimensioni variabili,
a buccia liscia quando maturano, ma in precedenza provvisti
di peli spinescenti; hanno polpa soda, bianca, spesso priva di semi.
La raccolta dei cetrioli è scalare durante tutta l’estate.
Le varietà di maggiore diffusione sono il “mezzo lungo bianco”
a buccia bianca, il “marketer”, dai frutti lunghi fino a 25 centimetri,
il “pionier” il “gemini” e il “verde lungo d’Italia”.
A una specie affine appartiene il cosi detto cetriolo”carosello”
dalla forma decisamente più bombata e percorso da lievi solchi longitudinali.
I cetrioli di forma affusolata sono generalmente più amari rispetto a quelli di
cilindrica.
Il cetriolo è uno dei vegetali conosciuti fin dai tempi più antichi:
sembra che crescesse selvatico nelle regioni ai piedi
dell’ Himalaya ( ma c’è chi dice che sia originario dell ‘Africa);
quel che è certo , comunque, è che gli Egiziani lo coltivavano e che ,
attraverso loro, divenne noto ai Greci e ai Romani i quali, stando
a Plinio , lo apprezzavano molto.
Ha continuato ad essere coltivato e usato nel Medioevo e
fino all’epoca moderna, non senza contrasti,
perché alcuni fisiologi lo ritenevano indigesto e insalubre.
Per assicurarsi che al momento dell’acquisto, il cetriolo
sia ben fresco, deve essere duro al tatto, senza la minima
traccia di grinze o di appassimento alla superficie.
In generale , è anche bene acquistarlo piccolo, cioè giovane:
in questo modo i semi centrali saranno quasi invisibili.
Nella tradizione gastronomica italiana i cetrioli si impiegano
normalmente soltanto nelle insalate miste.
Il cetriolo prima di essere impiegato , va preparato in
due modi diversi, secondo che lo si consumi crudo o cotto:
Il cetriolo che si consuma crudo va prima di tutto sbucciato,
(la buccia è dura ed indigesta) poi tagliato a fette sottili e
posto in un colapasta e cosparso con poco sale fino.
Dopo circa un’ora avrà perso una parte  l’acqua di vegetazione
e il sapore amarognolo, a questo punto va sciacquato in acqua fredda
ed è pronto all’uso.
Questa preparazione li rende morbidi e toglie loro la croccantezza
caratteristica: così per alcune insalate , in cui entrino in
quantità minima , si impiegano semplicemente sbucciati e affettati.
Il cetriolo che si fa cuocere va sbucciato , liberato dei semi,
tagliato a pezzi regolari e scottato in acqua bollente salata.
Il cetriolo essendo ricco di acqua (95%) è di modesto apporto calorico,
può risultare di difficile digestione a causa di una sostanza
in esso contenuta che ostacola la secrezione gastrica di acido
cloridrico rallentando il processo digestivo.
E’ consigliato agli uremici nelle cure disintossicanti,
è sconsigliato per chi soffre di problemi digestivi.

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Carosello

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Cren

Il cren è la radice di una pianta (Armoracia Rusticana) per alcuni suoi nomi
secondari (rafano di Spagna, rafano orientale) è spesso confusa col
rafano  (rarphanus raphanistrum) e con le sue varietà.
E’ anche detto Barbaforte.
La pianta è diffusa sia allo stato selvatico sia coltivata negli orti.
La parte commestibile è rappresentata dalla radice, che si presenta
cilindrica, vigorosa, lunga fino a 30 centimetri, ha polpa
consistente, di colore giallastro caratterizzata da un sapore
decisamente piccante.
La radice si estrae dal terreno in autunno avanzato se la si vuole
conservare per l’inverno , mentre nel caso di consumo immediato
può essere raccolta anche prima.
Quando viene grattugiata, sviluppa dei principi essenziali ,
molto acri e piccanti, irritanti a livello oculare, è anche ricca di
vitamina C, potassio, da cui deriva il suo antico nome
di ”  erba da scorbuto”.
Nel’ Europa centrale e settentrionale si usa spesso grattugiarla
direttamente sulla carne o su certe insalate.
La più classica preparazione a base di cren  è la salsa inglese
“horsradish sauce”, oggi molto diffusa anche al di fuori della Gran bretagna,
ed è usata per accompagnare carni bollite o salumi affumicati.
E’ consigliata nelle diete ipocaloriche, nell’alimentazione di tutti i giorni,
in gravidanza, nelle cure disintossicanti, nel diabete, nei casi di
osteoporosi.
E’ sconsigliato nelle infiammazioni generalizzate, dell’apparato genitale,
renale e digerente.

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Puntarelle

Si chiama così , generalmente al plurale, i germogli della cicoria catalogna.
Il loro aspetto ricorda vagamente quello degli asparagi ma a differenza di questi ultimi,
le puntarelle sono raccolte in grandi cespi.
E’ importante controllare, al momento dell’acquisto  che siano sode e turgide al tatto.
Il consumo di questo ortaggio,croccante e leggermente amarognolo,
risale addirittura all’epoca romana.

Zenzero

Nativo del sud-est asiatico, lo Zingiber officinalis éuna pianta tropicale perenne.
E’ un erba di interesse alimentare in virtù delle
proprietà aromatiche dei suoi fusti sotterranei (rizomi).
Questi hanno forme irregolari , più o meno allungate e bitorzolute;
la buccia è biancastra, chiazzata da nodi imbruniti, la polpa e bianca giallastra
molto soda.
Dai rizomi si ricava una droga fortemente aromatica e piccante, impiegata
per insaporire pietanze, salse e anche dolciumi.
Lo zenzero è compreso fra gli ingredienti necessari alla preparazione
del curry e rientra anche nella composizione di una bevanda dissetante.
Lo si può trovare fresco, secco in polvere oppure candito.

 

 

 

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Ribes

E’ il frutto di un piccolo arbusto di cui sono importanti
soprattutto due specie.
Il ribes comune (Ribes rubrum), oggi molto coltivato
pur trovandosi spontaneo in montagna,
ha frutti simili ad acini , raccolti in grappoli, che , secondo la varietà,
possono essere rossi o bianchi, più o meno grossi.
L’epoca classica di maturazione è l’estate, ma  esistono varietà
più o meno precoci(primaverili).
La polpa dal sapore acidulo, contiene zuccheri e acidi ascorbico e malico.
Il ribes è un frutto eccellente per la preparazione di gelatine,
data la sua particolare
ricchezza in pectina: viene spesso mescolato ad altri frutti
come fragole, pesche, pere , ciliege, che, invece essendo
carenti di pectina,produrrebbero confetture e gelatine
liquide e sciroppose.

 

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Basilico

Il basilico è un ortaggio molto comune e conosciuto nella cucina italiana.
E’ una delle piante aromatiche più utilizzate.
Originario dell’Asia tropicale,attraverso il Medio Oriente si è giunto  anche in Europa.
Si diffuse innanzitutto perchè considerato pianta medicinale.
Basilico dal Greco BASILIKOS=PIANTA REGALE,REGIA.
Fiorisce da giugno a settembre ed il suo intenso profumo è dato dall’olio essenziale.
In generale si consuma fresco.
Ha diverse proprietà, in quanto è stimolante ed eccitante,antispasmodico e disinfettante,
è molto utile in caso di alitosi,stanchezza generale, digestone difficile e spasmi gastrici.
Viene impiegato crudo sul cibo  e aiuta la digestione delle pietanze.
Il decotto o infuso viene usato per le indigestioni,la nausea,i crampi addominali,il mal di testa ed il nervosismo.
Per l’alito cattivo è utile fare dei gargarismi con il suo infuso,il quale risulta inoltre un’ottima bevanda fredda.

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