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Papaia

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La papaia è un frutto tropicale assai diffuso, originario della
Malesia, ma oggi coltivato anche in Africa e in America .
e? una bacca globosa o piriforme, che può raggiungere dimensioni
ragguardevoli.
La buccia è comunemente liscia e sottile, giallastra quando è matura;
la polpa diventa arancione e fondente .
Nella cavità centrale si trovano moltissimi semi neri ricoperti da mucillagine.
Oggi si conoscono centinaia di varietà selezionate in vari Paesi, tra cui
la famosa “Solo”, genitrice di numerose altre varietà.
La papaia è costituita per lo più di acqua ed è per tanto più dissetante che
nutriente , e ha sapore fresco, leggermente aromatico e gradevole; non
sopporta base temperature di conservazione.
Nei Paesi d’origine è consumata anche acerba , come verdura.
Un enzima che essa contiene , la papaina, facilita la digestione delle proteine;
per questo viene utilizzata anche industrialmente come agente per
l’intenerimento delle carni.
Oltre che per il consumo diretto come frutta fresca , la papaia è utilizzata
per la preparazione di confetture e di succhi; si vende anche  candita.
La papaia è ricca di vitamine A e C, acqua, è consigliata nelle difficoltà digestive,
come antisettico, nelle diete ipocaloriche.

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Girasole

Pianta erbacea della famiglia delle Composite , così chiamata perché
il grosso fiore tende a girare sul fusto seguendo il corso del sole .
I frutti , comunemente ed erroneamente detti ” semi ” , si usano
per l’alimentazione animale, ma anche per quella umana ; in
questo caso vengono leggermente tostati e salati.
Se ne ricava anche un’olio , tra i più usati .
Leggero e piuttosto digeribile , non è molto  adatto al condimento delle insalate
trova, invece, buon impiego nelle cotture e meno  nelle fritture perché non sopporta
temperature superiori ai 170°C senza scomporsi.

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Uova

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Alimento proteico per eccellenza, la cui ricchezza nutrizionale,
giustificata dal fatto che costituisce una delle più grandi cellule
embrionali commestibili, viene presa di riferimento per la valutazione
qualitativa di tutti gli altri alimenti.
E’ costituito da tre strutture : il guscio , o strato esterno di natura porosa,
rivestito esternamente da una pellicola invisibile e internamente da una membrana
a doppio foglietto che origina la camera d’aria ; l’albume, o parte centrale, che
rappresenta il 60% del peso totale, contiene soprattutto ovoalbumine,
ovomucoide, avidina mentre quasi del tutto assenti risultano essere i lipidi
e gli zuccheri; il tuorlo, che contiene proteine fosforilate, lipoproteine,
lecitina, vitamina A, B1, B2, niacina, ferro, zolfo, potassio, magnesio.
E’ nota la ricchezza di colesterolo.
In cucina il termine “uovo”, senza altre specificazioni, indica quello di gallina .
La digeribilità delle uova è strettamente  correlata al tempo e alle modalità di cottura:
i tempi medi di digestione risultano minori per le uova alla coque
e molto prolungati per le uova fritte o le frittate in genere.
Le uova destinate alla vendita per consumo diretto sono solo quelle dette
di categoria A, sul cui contenitore deve comparire la data di confezionamento,
espressa con giorni, mese e anno, oppure il numero d’ordine della settimana
a partire dall’inizio dell’anno.
Le uova di categoria B e C  sono destinate, invece, alla lavorazione industriale.
Uno dei pregiudizi più diffusi  sulla qualità delle uova riguarda il colore del tuorlo
che, nell’uovo fresco, dovrebbe essere rosso vivo.
In realtà il colore del tuorlo dipende solo dalla presenza più o meno cospicua
di pigmenti carotenoidi nella dieta della gallina e non ha alcuna relazione
con la qualità del prodotto.
La freschezza dell’uovo è importante non solo per le sue qualità gastronomiche,
ma sopratutto per quelle nutrizionali.
Le uova vanno conservate in frigorifero.
Freschezza: il guscio dell’uovo non è impermeabile ma poroso, e dunque vi è
un continuo scambio con l’esterno, di liquido che man mano evapora e di
aria che man mano entra, aumentando cosi il volume della camera d’aria .
A questa , perciò, si riferiscono tutti i segnali esterni della freschezza dell’uovo.
Se lo si guarda in trasparenza contro una luce , se ne può vedere
la parte densa e quella più chiara della camera d’aria : nell’uovo considerato fresco
l’altezza di questo spazio vuoto non supera i 6 mm .
Se la camera d’aria si allarga molto al di là di questo valore, scuotendo l’uovo
si sente un leggero “sbattere”: segnale certo di non freschezza.
La prova più precisa , comunque , è basata sul fatto che più la camera
d’aria è ampia , più tende a far galleggiare l’uovo.
Questa prova va fatta in una ciotola con una soluzione di sale e acqua, se
l’uovo va a fondo, è freschissimo, (meno di tre giorni) se rimane a mezz’acqua,
senza muoversi da dove lo si mette , ha fino a sei giorni; se si rigira in verticale ,
con l’estremità larga verso l’alto, e affiora appena, ne ha fino a undici; se galleggia
decisamente è da scartare.
E’ un alimento consigliato nella alimentazione di tutti, ma attenzione!
essendo un’alimento altamente energetico, è necessario introdurlo non prima
del 9° mese (un cucchiaino di tuorlo cotto) per arrivare gradatamente ad
un uovo intero entro il primo anno di vita.
Nei casi accertati di allergia alle proteine dell’uovo è necessario escluderne dalla dieta
ogni possibile fonte.
 

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Licci (litchi)

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Il licci è il frutto di un’albero frondoso che prospera nei climi
subtropicali ed è molto diffuso in Cina (il nome latino è
Litchi chinesis).
Oggi il licci è coltivato un po’ ovunque , india, Sudafrica,
Brasile, Hawaii, Florida.
I frutti sono piccole drupe globose dalla buccia coriacea
e ricoperta di asperità che, a maturazione , possono essere
rosse o gialle.
La polpa,  che costituisce  il 70% circa del frutto, è bianca,
traslucida,non molto consistente, , succosa, dolce e profumata( sa di moscato).
Il frutto viene anche utilizzato anche conservato, disseccato ,
in scatola, surgelato.
E’ un frutto ricco di vitamina C, zinco, privo di lipidi, è consigliato
nell’infanzia e nella dieta dello sportivo, è sconsigliato nelle difficoltà digestive.

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Limone

E’ uno de principali agrumi originari dell’India settentrionale,
diffusosi poi in tutto il Sud Est asiatico, in Cina e Birmania.
Probabilmente fu introdotto in Italia all’epoca  delle
invasioni arabe del IX-XI secolo.
Oggi il 90%  della produzione nazionale è concentrata in Sicilia.
La pianta , come tutti gli agrumi , è  sempre verde e ,
secondo le varietà, può rifiorire dando tre fruttificazioni :
la prima chiamata invernale, giunge a maturazione mediamente
in ottobre; la seconda genera a marzo frutti denominati
“bianchetti” ( di minor pregio commerciale) ; infine
la terza produce in giugno e luglio  i “verdelli” che
devono il nome al colore verde della buccia,
estremamente aderente alla polpa e compatta.
E’ molto ricco di vitamina C, e acido citrico;
è consigliato nelle convalescenze, nel corso
di trattamenti antibiotici , nell’ostioporosi, nelle anemie:
E’ battericida, antisettico, antireumatico, antiurico,
antigottoso, antisclerotico, antidiabetico,
antiputrefattivo, diuretico , antiacido per
la sua particolare ricchezza in acidi organici,
antiemorragico, antidiarroico.
In cucina , è utile per bloccare l’annerimento
di molti vegetali e frutti durante la preparazione.
Inoltre , vine utilizzato come alternativa più delicata
all’aceto.
Il succo di limone ha  anche la proprietà di ” cuocere”
in qualche misura i tessuti animali; quindi viene utilizzato per
marinare carne cruda tritata o affettata , i di carne o di pesce .
In pasticceria viene utilizzato in tutte le sue parti,
il succo per la preparazione di sorbetti, gelati e confetture,
(come correttore di acidità),
la scorza serve per preparare svariate qualità di dolci,
marmellate, per decorare aperitivi, vini caldi, grattugiata,
costituisce un’aroma insostituibile, per paste lievitate, creme,
frolle.
La preziosa essenza che se ne ricava,
è utilizzata per confezionare liquori, sciroppi,
bibite, caramelle e prodotti  dolciari in genere.

 

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

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Tarassaco (Leontodon taraxacum L.)

Piantina molto nota , con radice fittonosa, lunga e carnosa.
Scapo fioraleapicale giallo e fiori ligulati.
Le foglie sono disposte a rosa, oblungovate, con nervatura mediana.
Fiorisce da febbraio ad ottobre.
Si trova in tutti i prati incolti, fra le vigne, lungo i sentieri.
Si raccoglie la pianta intera sia prima che dopo la fioritura, possibilmente con la radice.
E’ sicuramente il simbolo delle piante selvatiche commestibili; certo la piu’ apprezzata e conosciuta per gusto e rendimento.
Le foglie piu’ tenere possono essere mangiate in insalata, da sole o assieme ad altre, alle quali conferisce un leggero gusto amaricante.
Possono essere mangiate bollite, poi stufate in padella con olio, aglio e sale.
Si  usano nelle minestre e nelle frittate.
I boccioli dei fiori non dischiusi, possono essere conservati in salamoia o sotto aceto per usarli a mo’ di capperi.
Parte molto buona, e poco conosciuta é la radice che lessata e condita con olio d’oliva, offre un piatto delizioso, amaro , gradevole, nutriente.

Primula(Primula officinalis Jacq.)

Piantina spontanea o coltivata, con piccolo rizoma e numerose radici.
Le foglie sono radicali e disposte a rosa, ovate, rugose a margine ondulato.
I fiori sono gialli su alto scapo.
Abbastanza usuale nei boschi, dalla collina alla montagna.
Fiorisce in primavera.
Si raccolgono le foglioline piu’ tenenre ed i fiori non sbocciati.
Si consuma in insalata , oppure in minestre.

 

Ringrazio Roberto Chiej Gamacchio
Piante selvatiche

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