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Latterini

Il latterino è un pesce marino della famiglia degli Anterinidi,
del quale in Italia sono presenti due specie: “l’Atherina hepsetus,
detto sardaro, che vive principalmente nel mare ;
“l’Atherina boyer, che si adegua facilmente anche all’acqua dolce.
Entrambe di dimensioni minute posseggono due pinne dorsali, una
pinna anale e le pinne ventrali poste in posizione addominale.
Il mascellare inferiore oltrepassa quello superiore.
Il colore del dorso è grigio- verdastro con numerosi puntini neri,
quello del ventre è bianco-argentato; lungo i fianchi corre una fascia argentea.
L’Atherina hepsetus si distingue per la mancanza della puntinatura nera sui
fianchi.
I latterini sono apprezzati commercialmente e vengono anche importati.
In cucina i latterini più ricercati sono quelli che non superano i 4 cm
di lunghezza.
Normalmente vengono infarinati e fritti nell’olio, ma vi sono anche
altre preparazioni caratteristiche.

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

Grande enciclopedia illustrata della gastronomia

 

Uva spina

E’ una specie di ribes (Ribes Grossularia ) , cosi chiamata per
l’aspetto delle bacche: di colore verdastro o rosso-violaceo, carnose e grosse
come i chicchi d’uva.
Il gusto dell’uva spina è un po’ più acido di quello degli altri ribes.
E’ coltivata in Francia e in Inghilterra, dove se ne producono una bevanda
alcolica , il gooseberry wine,  confetture e salse.

 

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

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Parole

Piccole parole;
cosi’ piccole che a volte si possono anche perdere.
Bastano a far accadere grandi eventi…
Cosi’ grandi che si fa’ fatica a tenerle in bocca;
cosi’ amare che ci fanno soffrire,
cosi’ dure , che ci fanno piangere…
cosi’ tristi , che infilano una fredda spina , nel nostro ormai debole cuore.
Parole!.. Parole!…
A volte piu’ taglienti delle lame,  a volte piu’ calde di un fuocolare.
A volte cosi’ cupe; che nemmeno le notti piu’ buie senza luna , gli si possono paragonare.
Parole che, ci fanno sgorgare fiumi e fiumi di calde lacrime,.. oceani salati di solitudine….
Parole affilate, che scolpendo a poco a poco, donano un volto alla mia esule anima.

by Lorenzo Staltari

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