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Al mulino

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Vinite… entriamo a scoprire come funziona…

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viene alimentato da energia pulita e rinnovabile..

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qui si fà lavoro duro ma con dolcezza…

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i chicchi di grano cadono dolcemente, e la roccia con vigore
li lavora…

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gira, gira .. e nasce la farina..

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i legnetti battono sulla rete di metallo formando
una simpatica melodia..

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dividendo la crusca dalla farina…

Non resta che preparare il paiolo con l’acqua per una buona polenta..

Ringrazio il comune di Losine (BS) 

per aver ristrutturato l’antico mulino

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La pizza

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Pizza, è un termine proprio dell’area centro-meridionale italiana,
genericamente usato per indicare una sorta di schiacciata
o focaccia di farina di grano o di altro  cereale, salata o dolce,
di forma piatta o rilevata , di solito tondeggiante.
A datare dal XIX secolo,la forma napoletana, condita con olio e salsa di pomodoro
oppure arricchita con acciughe, mozzarella, funghi, origano, basilico,
prosciutto, rucola ecc.., è diventata la “pizza” per autonomasia,
diffusa in tutta Italia e in molti paesi stranieri, quasi sempre per iniziativa di pizzaioli napoletani.
Oltre a questa, però, esiste in Italia  un’infinito numero di altre pizze, perchè il termine è generico
e significa in generale anche focaccia,torta e simili.
Anche il nome, antichissimo, varia nella grafia e nella pronuncia
(la pinza veneta, la pitta calabrese).
La pizza è ricca di carboidrati e può essere un piatto unico.

Ringrazio: Ideal Pizza  di Biagio

 

Ringrazio: Reader’s Digest s.p.a

Grande enciclopedia illustrata della gastronomia

Formaggio Fatuli’

Il Fatulì, è un prodotto tradizionale della Val Camonica, in provincia di Brescia,
prodotto principalmente in Val Saviore.
In dialetto il termine Fatulì, significa “piccolo pezzo”, un tempo la sua formatura,
avveniva in piatti da minestra.
Questo formaggio viene prodotto solo con latte di capra Bionda dell’Adamello,
Il latte viene portato a 38° C, su fuoco a legna, viene aggiunto il caglio,
poi lasciato riposare, dopo di che si procede alla rottura della cagliata.
La cagliata viene cotta a 45/48°C , terminata la cottura la cagliata viene agitata
con un apposito attrezzo, poi lasciata riposare ,in fine  estratta e posta nelle
apposite forme per favorire lo sgrondo del siero.
Di solito, dopo un giorno dalla lavorazione viene praticata la salatura, con
sale grosso e  lasciato asciugare ulteriormente.
A questo punto viene effettuata l’affumicatura,con rami verdi di ginepro,
questa operazione, oltre al meraviglioso profumo,lascia sulla crosta
del formaggio l’impronta della grata sulla quale viene posto,
prendendo una colorazione  gialla/marroncino.
Questo formaggio viene impiegato quasi sempre come formaggio da tavola,
ottimo anche come aperitivo.
Il vino ideale per esaltarne al meglio le qualità organolettiche
è il Camunnorum, IGT della Val Camonica, prodotto con uve Merlot,
Marzemino e Cabernet, lavorate dopo un periodo di appassimento,
che conferiscono a questo vino, un colore rosso porpora intenso,
profumi di ciliegia, frutti di bosco , con sfumature di spezie e vaniglia
legate all’invecchiamento.

 
 

 

 

Amo il mio lavoro…

Come gli artisti d’un tempo che miscelavano i propri colori,per realizzare opere ,che lasciano ancor oggi esterefatti;

anche tu mischiando gli ingredienti contenuti in questo blog , riuscirai a stupire ……

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